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Uomini o camerieri? – Il Fatto Quotidiano

26 ottobre 2017

A furia di enfatizzare il “ricatto” del voto di fiducia al governo Gentiloni su una legge elettorale che col governo Gentiloni non c’entra niente, si è finito per regalare alla Banda Renzusconi un comodissimo alibi per votare il Rosatellum sempre più Fascistellum: poveretti, magari non volevano, ma sono stati costretti, perché altrimenti cadeva il governo. Ma, a pensarci bene: anche se fosse vero che cade il governo, chi se ne frega? Siamo a fine legislatura, a dicembre il capo dello Stato dovrà per forza sciogliere le Camere e indire i comizi elettorali per marzo o aprile, la manovra finanziaria (peraltro orrenda) è già decisa e una maggioranza che l’approvi si trova sempre: dunque in che senso la sopravvivenza di un governo scadente (in tutti i sensi) sarebbe più importante del dovere istituzionale e morale di bocciare una legge elettorale indecente e molto probabilmente incostituzionale?

Il ricatto, per chi ci riflette un attimo, non esiste perché la minaccia è una pistola scarica. Ora o fra due mesi, il governo cade comunque (e sai che lutto, visti i disastri che ha combinato e sta ancora combinando, e vista la spudoratezza con cui si è piegato ai diktat renzusconiani per legare la propria sopravvivenza alle due fiducie sul Rosatellum-Fascistellum, prima alla Camera e ora pure al Senato).

Meglio ammazzarlo ora, se questo è il prezzo da pagare (si fa per dire) per radere al suolo l’ennesima legge elettorale ributtante e andare finalmente a votare con una sicuramente legittima: il doppio Consultellum su base proporzionale, scritto dalla Corte costituzionale nelle due sentenze che bocciano il Porcellum e l’Italicum. In ogni caso, siamo pronti a scommettere che il governo non cadrebbe comunque, se almeno una trentina di senatori seguissero l’esempio dato ieri dai loro colleghi Vannino Chiti, Luigi Manconi, Walter Tocci, Claudio Micheloni e Massimo Mucchetti, che hanno preannunciato di non votare la fiducia. Senza 30-35 voti, il governo si salverebbe con i voti di fiducia dei 14 verdiniani di Ala (decisivi) e la presenza in aula di forzisti e leghisti per garantire il numero legale. Così almeno tutto sarebbe più chiaro, con un cambio di maggioranza in corsa che costringerebbe Gentiloni a salire al Quirinale e il duo Renzi&B. a ufficializzare anzitempo la grande ammucchiata che sognano ma negano per il dopo-elezioni.

La domanda è: esistono altri trenta senatori del Pd contrari al Rosatellum e liberi di votare secondo coscienza, come prevede la Costituzione? Sulla carta, i senatori contrari del Pd – per le più diverse ragioni – sono molti di più: altrimenti Renzi non costringerebbe il governo a porre la fiducia per metterli in riga, in assenza di qualunque ostruzionismo delle opposizioni che possa giustificare l’ennesima forzatura. Il dubbio è se costoro siano anche liberi di votare contro la legge e dunque contro il governo, accettando il rischio di essere espulsi dal partito o semplicemente di non venire ricandidati (anzi, non rinominati) dal boss alle prossime elezioni. Rischio, poi, si fa per dire, visto che quell’atto di coraggio, o anche solo di dignità, garantirebbe loro un posto sicuro nella lista unica della Sinistra che si va faticosamente formando e, soprattutto, l’eterna gratitudine di milioni di elettori.

Qualcuno ci chiamerà ingenui, ma noi ci appelliamo a tutti i senatori del Pd: ribellatevi al doppio ricatto di Renzi (se votate No, cade il governo e non vi ricandido), liberatevi dal giogo dell’obbedienza cieca al vostro leader ormai bollito, riprendetevi almeno in extremis la vostra libertà, interpretate fino in fondo il senso più autentico dell’articolo 67 della Costituzione (“Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”), interrogate la vostra coscienza che non può non ribellarsi a una legge contraria a tutto ciò che avete sempre detto e pensato, ricordate ciò che dicevate quando le stesse porcate le faceva Berlusconi (senza la fiducia, peraltro), ascoltate la voce degli elettori che vi chiedono fedeltà alla promessa di un sistema elettorale davvero democratico e senza più nominati. E dimostrate, almeno una volta nella vita, di essere uomini, non camerieri.

Sorgente: Uomini o camerieri? – Il Fatto Quotidiano

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From → Marco Travaglio

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