Nomadi:Blitz lega a Venezia contro campo da 2,8 milioni

VENEZIA -Sono circa una sessantina gli attivisti e gli amministratori della Lega Nord che stanno attuando il presidio nell’area in cui dovrebbe sorgere il nuovo campo nomadi a Mestre. Tra i presenti, anche il deputato Corrado Callegari, e un esponente di Forza Italia, il presidente del consiglio comunale di Venezia, Renato Borasio.Il blitz e’ scattato poco dopo l’alba a Mestre (Venezia) per bloccare i lavori di costruzione di un campo nomadi finanziato dal Comune con 2,8 mln di euro. I lavori che, già previsti per i giorni scorsi, stanno subendo dei rinvii. Oltre agli esponenti del Carroccio, sono presenti i rappresentati del comitato di cittadini contrario alla costruzione del campo, che è destinato a una comunità sinti che da decenni vive a Mestre. Sono previste piccole casette con annessa, a ciascuna, lo spazio per parcheggiare una roulotte. “Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari – ha detto il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Alberto Mazzonetto – con questa iniziativa ha tradito i veneziani. I costi del campo incideranno sulla finanza locale e impediranno altre opere che sono prioritarie. A Venezia c’é una emergenza abitativa per almeno 2000 persone, sfrattate o prive di casa: i soldi per il campo dovevano andare a loro. Per Cacciari vengono prima i nomadi che i veneziani indigenti”. Il sit in e’ controllato da un nutrito gruppo di uomini delle forze dell’ordine, carabinieri, polizia e vigili urbani. Ma i leghisti si dicono pronti a proseguire la loro protesta ad oltranza. ”Noi – dice i Mazzonetto – non ce ne andremo di qui finche’ il comune non cambiera’ idea sulla costruzione di questo campo, anche se il sindaco Cacciari ha minacciato di farci sgomberare per mano della forza pubblica.
‘CACCIARI, INIZIATIVA VERGOGNOSA – E’ duro il giudizio del sindaco Massimo Cacciari sul nuovo blitz leghista nel nuovo campo nomadi a Mestre: “la Lega cerca evidentemente lo scontro – afferma – ma noi andiamo avanti. Prima o poi si stancheranno”. Sulla possibilità dell’uso della forza, il sindaco precisa tuttavia che sta “alla Questura decidere come muoversi, non al Comune”. “E’ un’iniziativa vergognosamente strumentale – prosegue Cacciari -, priva di ogni fondamento”. “La decisione di istituire il campo – ricorda – risale addirittura al 1997, è stata approvata da tutti i consigli comunali possibili, e la richiesta di sospensiva è stata rigettata dal Tar”. Il sindaco sottolinea peraltro che le persone che si insedieranno nel campo “sono cittadini veneziani a tutti gli effetti, di seconda e terza generazione, esattamente come parte di coloro che stanno manifestando. I loro figli – conclude – vanno a scuola da anni, i genitori lavorano, regolarmente, nella raccolta del ferro. Ripeto, è una protesta totalmente strumentale”. Ansa.it

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Rifiuti:Scontri a Chiaiano,nel decreto 10 siti

Il decreto di misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 23 maggio. Il provvedimento, ora in vigore, prevede che lo stato di emergenza cessi il 31 dicembre 2009. Nel testo è contenuta la nomina del neo sottosegretario Guido Bertolaso e l’elenco delle 10 discariche da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti. Si tratta di Sant’Arcangelo Trimonte (Bn) -località Norecchie-; Savignano Irpino (Av) -località Postarza; Serre (Sa) -località Macchia Soprana e Valle della Masseria -; Andretta (Av) -località Pero Spaccone-; Terzigno (Na) -località Pozzelle e Cava Vitiello; Chiaiano (Na); Caserta -località Torrione (Cava Matroianni)-; Santa Maria La Fossa (Ce) -località Ferrandelle.

6 AGENTI FERITI, 3 DIMOSTRANTI CONTUSI, ARRESTATI 3 MANIFESTANTI – Scattata la mobilitazione annunciata contro le misure annunciate da Bertolaso. Tensione e scontri nella notte a Chiaiano dove, secondo il bilancio della Questura, 3 manifestanti sono rimasti contusi e 6 agenti feriti. Tre manifestanti sono stati arrestati, fra cui un esponente dei centri sociali, e tre persone denunciate in stato di liberta’.Oltre cento persone, dopo gli scontri avvenuti nella serata di ieri, sono rimaste per l’intera notte a presidiare le strade di acceso che conducono alla cava di Chiaiano. Alla rotonda di Marano, dove sono avvenuti gli scontri più duri con le forze dell’ordine, si è tenuta nel corso della notte una lunga assemblea non solo per decidere le iniziative da tenere nella giornata di oggi ma anche quelle da intraprendere per esprimere solidarietà ai tre manifestanti che sono stati arrestati nel corso della notte. Le forze dell’ordine presenti in zona sono sempre numerose. Gli agenti continuano a vigilare le principali arterie di collegamento della zona compresa tra Marano, Mugnano e Chiaiano. Sotto stretta vigilanza, come accaduto già nella giornata di ieri, la stazione della linea 1 della metropolitana che la scorsa settimana fu occupata da manifestanti. Intanto, al presidio cresce l’attesa per conoscere i nomi dei siti da destinare a discarica che dovrebbero essere indicati nel decreto che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Nel pomeriggio è previsto un corteo che partendo dalle strade di Marano arriverà alla discarica di Chiaiano.Negli scontri sono state lanciate pietre contro la polizia, gli agenti in assetto antisommossa hanno tirato lacrimogeni e fatto cariche per forzare il blocco stradale. Un autobus è stato dato alle fiamme ma il rogo è stato spento subito da un poliziotto. I manifestanti parlano di più persone ferite.Dopo un primo momento in cui e’ sembrata tornare la calma, seppur tesa, si e’ aperto un secondo fronte di protesta contro la discarica di Chiaiano: al fronte della “Rosa dei venti” se ne è aggiunto un secondo, ad alcune centinaia di metri di distanza, all’altezza del bivio che divide la periferia di Napoli dal comune di Mugnano.

MANIFESTANTI, E’ STATO UN DISPETTO – “Lo sapevamo che non avrebbero risparmiato questa zona. L’inserimento di Chiaiano nella lista dei siti è un dispetto. Noi non arretreremo”. Così al presidio i manifestanti commentano la notizia ufficiale dell’inserimento dell’ex cava di tufo, nei dieci siti prescelti dal sottosegretario all’emergenza rifiuti per allestire altrettante discariche. Dopo una notte di confronto la situazione al presidio di Marano è abbastanza tranquilla. Polizia e manifestanti si tengono a distanza e anche se tra qualche difficoltà è ripresa la circolazione veicolare. Nel pomeriggio si terrà un corteo che dalla metropolitana di Chiaiano giungerà all’incrocio che conduce alla discarica. Al presidio i manifestanti commentano quanto riportato oggi dai giornali: “Nessuno fa emergere la verità – accusano – qui si vuole mortificare una comunità con una scelta scellerata ed incomprensibile”. Al presidio è presente anche il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta.

SINDACO TERZIGNO, ASPETTO CHE MI FACCIANO SAPERE – “Non ho avuto ancora nessuna comunicazione ufficiale. Mica possono entrare e sversare senza che nessuno mi contatti?”. Così il sindaco di Terzigno (Napoli), Domenico Auricchio, dopo la notizia della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto che individua due discariche nel comune vesuviano. “Guardi – aggiunge – io sono un sindaco guerriero. E’ grazie a me e alla mia amministrazione che questo paese è stato ripulito dai rifiuti. Aspetto che mi facciano sapere qualcosa, io sono un berlusconiano. Vedremo che succede”.

SINDACO MARANO,STATO HA PERSO ALTRA VOLTA – “Con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale lo Stato ha perso un’altra volta. Ha perso già ieri pomeriggio quando sono stati caricati cittadini inermi”. Il sindaco di Marano (Napoli), Salvatore Perrotta, commenta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’elenco definitivo dei dieci siti che diventeranno discarica. “Andremo avanti nella nostra battaglia legale – prosegue – dimostreremo che si tratta di scelte scellerate”. La nuova discarica di Chiaiano è al confine con il comune di Marano e pur trovandosi nel territorio di Napoli ha come principale strada di accesso un’arteria che attraversa il centro cittadino di Marano. “Farò tutto quanto è di mia competenza”, conclude Perrotta annunciando: “non mi arrenderò facilmente”.

BERTOLASO: ECOBALLE SARANNO BRUCIATE – ”Abbiamo bisogno di alcuni milioni di metri cubi di spazio per portare il tal quale nelle more della realizzazione dei termovalorizzatori da una parte – ha continuato – e della vera raccolta differenziata dall’altra”. Sull’impianto di Acerra, “dove tutto è fermo”, si riprenderà a lavorare a partire da lunedì”. Chi ha fatto l’84, il 90% del lavoro (il gruppo Impregilo ndr) deve anche finire”, ha spiegato Bertolaso. Occorrerebbe troppo tempo se si conferisse l’incarico ad altri. Quattro impianti sono troppi? “Ma dove mettiamo i sette-otto milioni di ecoballe? Quindi, si bruciano”. “I tedeschi – ha aggiunto – bruciano i nostri rifiuti, con impianti che hanno qualche anno in più dei nostri. Sono più fessi di noi? Non rispettano le regole?”. Quanto all’indicazione dell’area da parte del Comune “il termine non sarà perentorio: se ci sarà data una risposta in 45 giorni, invece che in 30, non sarà un problema – ha detto anche – Nessun Comune sarà commissariato per un po’ di ritardo”.Le ‘ecoballe’ depositate in Campania saranno bruciate nei termovalorizzatori. Anche per questo la regione deve averne quattro. Lo ha detto il sottosegretario all’Emergenza rifiuti in Campania Guido Bertolaso, ribadendo che Napoli dovrà ospitarne uno: “Il sindaco Iervolino è d’accordo”.Per i siti individuati dal decreto, ”non si procedera’ in deroga alle normative europee”, ha precisato poi Bertolaso: per ciascuno si procedera’ alle analisi del caso. Il capo delle protezione civile incontrera’, fra l’altro, il commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas: ”Chiedero’ un appuntamento per la prossima settimana. Gli illustrero’ il nostro piano”.Il decreto prevede infine l’abolizione dei consorzi, ”che, per quel che riguarda Napoli e Caserta sono ricettacoli di tutto, tranne che di attivita’ finalizzata alla raccolta differenziata”.

NO AI MILITARI PER L’ORDINE PUBBLICO – Bertolaso, che a Napoli ha incontrato i vertici delle amministrazioni locali, ha precisato che i militari non avranno regole d’ingaggio specifiche per la protezione delle discariche e i compiti di ordine pubblico resteranno di competenza esclusiva delle forze dell’ordine. “Non ci sono e non ci saranno regole d’ingaggio per i militari”, spiega Bertolaso, che è arrivato a Napoli in treno, perché il loro compito sarà di “sorveglianza, tutela e protezione” dei siti che saranno adibiti a discarica. Mentre “l’attività principale, purtroppo sarà portare via l’immondizia dalle strade, come hanno fatto in questi mesi in modo impeccabile”. Il compito di “confrontarsi” con le eventuali proteste, aggiunge il sottosegretario, “sarà delle forze dell’ordine, che fino ad oggi lo hanno svolto in maniera egregia”. Ansa.it