Incidenti lavoro: nuove norme , pesanti sanzioni

ROMA – Piena tutela contro gli incidenti per tutti i lavoratori, compresi i precari e quelli del telelavoro così come quelli di impresa familiare e gravi sanzioni per chi non rispetta le regole, approvate oggi in via definitiva in Consiglio dei Ministri e presto in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Queste le nuove norme che tracciano un percorso ‘in sicurezza’ con grande attenzione per le aziende più a rischio alle quali viene chiesta maggiore attenzione e impegno.

SANZIONI – E’ previsto l’arresto da quattro a otto mesi o con l’ammenda da 5.000 a 15.000 euro per il datore di lavoro nei casi “di non effettuazione della valutazione dei rischi” e in caso di mancata preparazione del documento che stima appunto i pericoli per i lavoratori. La mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione comporta l’arresto da sei mesi a un anno quando interessa imprese altamente pericolose come per la fabbricazione di esplosivi, la lavorazione di agenti cancerogeni, il lavoro in miniera, i cantieri edili particolarmente complessi. In caso di colpa in un incidente gravi con feriti o morti, si rischiano sanzioni amministrative fino a 1.500.000 euro, la sospensione dell’attività e l’interdizione alla collaborazione con le Pubbliche amministrazioni, la partecipazioni ai pubblici appalti e gare d’asta, oltre alle imputazioni di carattere penale per lesioni o omicidio colposo.

INCOMPATIBILITA’ – Il personale delle pubbliche Amministrazioni al controllo e alla vigilanza della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro non può svolgere attività di consulenza presso le Aziende ad alcun titolo.

PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO – Le misure generali di tutela dei lavoratori prevedono la valutazione ed eliminazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, utilizzo minimo di agenti, lavorazioni e macchinari pericolosi, misure di protezione collettiva e individuale, controllo sanitario, informazione e formazione dei lavoratori e dei dirigenti, informazione e formazione degli Rls, adozione delle buone prassi, pianificazione di misure di emergenza, manutenzione regolare dispositivi sicurezza. I costi di queste misure non devono mai ricadere sui lavoratore.

OBBLIGHI PER IL DATORE DI LAVORO – Dovrà valutare i rischi ed elaborazione un documento sia in caso di normali attività lavorative che in caso di appalto e subappalto. Sarà anche suo compito designare il responsabile del servizio di prevenzione e nominare il medico competente. Gli spetta poi individuare i lavoratori incaricati al servizio di emergenza e prevenzione incendi, di salvataggio e primo soccorso, ai quali devono essere forniti i dispositivi di protezione individuale. Il datore è anche responsabile dell’osservanza da parte dei lavoratori di tutte le misure previste dalle norme in vigore, informando in tempo reale i lavoratori in caso di pericolo grave e immediato. Sarà anche suo compito munite tutti i lavoratori di una tessera di riconoscimento anche per quelli che lavorano nelle ditte in appalto e subappalto.

LIBRETTO SANITARIO – Riguarda il rischio personale per ogni lavoratore e seguirà l’intera vita lavorativa, anche quando si cambierà lavoro o mansione. I dati saranno annualmente comunicati al Servizio Sanitario Nazionale per il tramite della Asl. Sarà così possibile avere a disposizione una informazione epidemiologica per milioni da lavoratrici e lavoratori sottoposti a visite mediche professionali. Confermato l’obbligo per le Aziende di tenere un registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni. Ansa.it

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Liechtenstein : nella lista anche i condoni fatti

ROMA – Il codice fiscale, i condoni fatti e anche l’eventuale compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi, quello con il quale va denunciato al fisco il possesso di capitali fruttiferi all’estero: la lista con i nomi dei correntisti italiani del Liechtenstein contiene anche le “tracce” fiscali dei primi riscontri fatti dagli ispettori fiscali, molto probabilmente utilizzando gli archivi elettronici del fisco. Dalle prime risultanze, che emergono dalla lista, apparirebbe che solo pochi contribuenti sarebbero in regola con il fisco, soprattutto perché uno degli obblighi previsti per chi detiene capitali all’estero è la compilazione, ogni anno, del quadro RW. Per i cittadini italiani che non lo hanno fatto (poiché si fa riferimento agli anni 2001-2003) non scatterebbe alcuna prescrizione; a loro potrebbero invece essere in arrivo sanzioni da un minimo del 5 ad un massimo del 25% dell’importo depositato per ciascun anno non denunciato al fisco. La lista contiene anche uno spazio, per ciascun correntista, dal quale emerge se c’é stata una adesione ai condoni della precedente legislatura. Risulta così che sono 61 i possessori di conti che hanno fatto ricorso ai diversi condoni varati nel dicembre 2002 con la Finanziaria. Nella maggioranza dei casi viene indicato, facendo riferimento all’articolo 9, il ricorso al cosiddetto “condono tombale” che consentiva di regolarizzare tutti i rapporti per il fisco per un intero quinquennio. In altri casi viene fatto riferimento all’articolo 8, che consentiva di mettere a posto i conti tributari con la cosiddetta “integrativa semplice”: una sanatoria che poteva riguardare un singolo anno e che integrava di fatto gli importi già versati. Pochi, invece, i contribuenti che hanno utilizzato il cosiddetto “concordato”, una sorta di “condono” fatto su misura dei lavoratori autonomi dai redditi non troppo alti. Non è però escluso che anche altri possano aver condonato gli importi portati all’estero: per alcune sanatorie era infatti possibile utilizzare la modalità “anonima” che, ovviamente, viene resa nota dal contribuente solo dopo che viene contattato dal fisco. Nell’elenco non è invece contenuto alcun riferimento sul ricorso allo “scudo fiscale”, cioé alla sanatoria che la Finanziaria 2003 prevedeva per coloro che volevano regolarizzare il possesso all’estero di beni esportati illegalmente. Ma, in ogni caso, anche dopo la sanatoria, gli importi depositati all’estero avrebbero dovuto essere dichiarati. Un’altra delle tracce fiscali contenute nella lista è infatti quella che riguarda il quadro Rw della dichiarazione, che va compilato ogni anno se si possiedono all’estero capitali “fruttiferi”. Sono 31 i contribuenti che lo hanno compilato e solo in un caso viene indicato come Paese il Liechtenstein. Vengono invece dichiarati depositi in altri paesi: dal Lussemburgo alla Svizzera, dalla Spagna alla Germania, dalla Serbia alla Mongolia. La mancata indicazione del deposito nel quadro Rw potrebbe far scattare le sanzioni del fisco che sono molto onerose, possono arrivare fino dal 5 al 25% annuo di quanto non dichiarato.
Da Ansa.it

Liechtenstein : nella lista anche i condoni fatti

ROMA – Il codice fiscale, i condoni fatti e anche l’eventuale compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi, quello con il quale va denunciato al fisco il possesso di capitali fruttiferi all’estero: la lista con i nomi dei correntisti italiani del Liechtenstein contiene anche le “tracce” fiscali dei primi riscontri fatti dagli ispettori fiscali, molto probabilmente utilizzando gli archivi elettronici del fisco. Dalle prime risultanze, che emergono dalla lista, apparirebbe che solo pochi contribuenti sarebbero in regola con il fisco, soprattutto perché uno degli obblighi previsti per chi detiene capitali all’estero è la compilazione, ogni anno, del quadro RW. Per i cittadini italiani che non lo hanno fatto (poiché si fa riferimento agli anni 2001-2003) non scatterebbe alcuna prescrizione; a loro potrebbero invece essere in arrivo sanzioni da un minimo del 5 ad un massimo del 25% dell’importo depositato per ciascun anno non denunciato al fisco. La lista contiene anche uno spazio, per ciascun correntista, dal quale emerge se c’é stata una adesione ai condoni della precedente legislatura. Risulta così che sono 61 i possessori di conti che hanno fatto ricorso ai diversi condoni varati nel dicembre 2002 con la Finanziaria. Nella maggioranza dei casi viene indicato, facendo riferimento all’articolo 9, il ricorso al cosiddetto “condono tombale” che consentiva di regolarizzare tutti i rapporti per il fisco per un intero quinquennio. In altri casi viene fatto riferimento all’articolo 8, che consentiva di mettere a posto i conti tributari con la cosiddetta “integrativa semplice”: una sanatoria che poteva riguardare un singolo anno e che integrava di fatto gli importi già versati. Pochi, invece, i contribuenti che hanno utilizzato il cosiddetto “concordato”, una sorta di “condono” fatto su misura dei lavoratori autonomi dai redditi non troppo alti. Non è però escluso che anche altri possano aver condonato gli importi portati all’estero: per alcune sanatorie era infatti possibile utilizzare la modalità “anonima” che, ovviamente, viene resa nota dal contribuente solo dopo che viene contattato dal fisco. Nell’elenco non è invece contenuto alcun riferimento sul ricorso allo “scudo fiscale”, cioé alla sanatoria che la Finanziaria 2003 prevedeva per coloro che volevano regolarizzare il possesso all’estero di beni esportati illegalmente. Ma, in ogni caso, anche dopo la sanatoria, gli importi depositati all’estero avrebbero dovuto essere dichiarati. Un’altra delle tracce fiscali contenute nella lista è infatti quella che riguarda il quadro Rw della dichiarazione, che va compilato ogni anno se si possiedono all’estero capitali “fruttiferi”. Sono 31 i contribuenti che lo hanno compilato e solo in un caso viene indicato come Paese il Liechtenstein. Vengono invece dichiarati depositi in altri paesi: dal Lussemburgo alla Svizzera, dalla Spagna alla Germania, dalla Serbia alla Mongolia. La mancata indicazione del deposito nel quadro Rw potrebbe far scattare le sanzioni del fisco che sono molto onerose, possono arrivare fino dal 5 al 25% annuo di quanto non dichiarato.
Da Ansa.it

L’offerta AirFrance-Klm punta a rilanciare Alitalia, non a strozzarla.

L’offerta di AirFrance-Klm punta a rilanciare Alitalia, non a strozzarla. Ha detto il presidente di AirFrance-Klm, Jean-Cyril Spinetta, in conferenza stampa, specificando che se AirFrance mette in tutto 2 miliardi di euro per acquisire Alitalia e’ perche’ intende rilanciarla. “Come si puo’ immaginare – ha detto Spinetta – che noi ci mettiamo ad investire 2 miliardi per strozzare Alitalia? Quale mente un po’ machiavellica o malata puo’ pensare cio’? Alitalia deve tornare a fare profitto, questa e’ l’unica garanzia per l’interesse nazionale e lo sviluppo dellacompagnia”.Accordo con i sindacati”Per me le organizzazioni sindacali sono fondamentali. Se il supporto, l’adesione, il sostegno dei dipendenti non esistesse per Air France-Klm sarebbe difficile impegnarsi in un’operazione difficile come questa. Serve un accordo espresso maggioritariamente dai lavoratori”. Lo ha detto il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, in un incontro con i giornalisti .3300 le persone da rivitalizzare su 7400 Abbiamo comunicato ai sindacati che queste 3300 persone equivalgono a quelle che vogliamo reintegrare. Gli esuberi sono 1600 per Az fly e circa 500 per Az Servizi se fate la somma arrivate a 2100 unità, cifra molto lontana da quella di cui ho sentitio parlare. Vorrei aggiungere che abbiamo detto ai sindacati che data l’estensione dell’hub di Fiumicino ci sembrava necessario assumere su Roma. La cifra non possimao dirla con certezza, tuttavia tenuto conto di questo, il numero di esuberi totale satrà inferiore a 2000.Su richiesta di Prato ho accettato che i contratti di 4 anni che vincolano Az fly e Az Servizi siano rinnovati di altri 4 anni. Il che dà a tutti i dipendenti di Az Servizi una garanzia occupazionale per il futuro.
Moratoria di due anni su MalpensaAir France ha proposto una moratoria di due anni su Malpensa per il settore cargo, che nelle condizioni attuali ha perdite pari a un terzo del suo fatturato e rappresenta una palla al piede per il rilancio della compagnia.”Per il cargo a Malpensa “la chiusura sarebbe una soluzione piu’ logica ma ho proposto una moratoria di due anni con la riduzione di tre aerei tra il 2008 e il 2010, lasciando cosi’ il tempo di trovare soluzioni adeguate dal punto di vista sociale ed economico. Accettiamo quindi anche la perdita di parecchie decine di milioni l’anno con questa moratoria”.Quando nel 97 ho iniziato a lavorare per Air France la società aveva un fatturato di 8 miliardi di euro e di Alitalia era di 5 mld di euro. Nel 2007 il fatturato di Air France senza Klm è di 16 mld e quello di Alitalia è di poco superiore ai 4 mld di euro. Il gruppo Air France da 10 anni a questa parte è stato in attivo e ha potuto investire nella flotta, nel sistema informatico e si è sviluppata. Nello stesso periodo Alitalia era in difficoltà e non ha avuto i mezzi per svilupparsi. Un piano di riacquisizione di Alitalia non può aver senso se l’azienda nel suo insieme non accetta l’idea che deve lottare per tornare a essere redditizia. Questa è la scommessa per cui siamo pronti a investire in Alitalia 2 mld di euro, uno per i debiti che ci accolliamo e uno per ripartire. Nel 2010 o massimo nel 2011 Alitalia sarà pari alle grandi compagnie in Europa.
Alitalia e’ stata sospesa in Borsa per eccesso di rialzo Il titolo e’ stato fermato dopo che registrava un progresso del 10% e superava la soglia dei 0,28 euro per azione. Il mercato, a quanto si apprende dagli operatori, ora scommette su un rilancio, una possibile rivalutazione del titolo da parte di Air France per superare i tanti ostacoli che sembrano sorgere.
Rainews24

L’offerta AirFrance-Klm punta a rilanciare Alitalia, non a strozzarla.

L’offerta di AirFrance-Klm punta a rilanciare Alitalia, non a strozzarla. Ha detto il presidente di AirFrance-Klm, Jean-Cyril Spinetta, in conferenza stampa, specificando che se AirFrance mette in tutto 2 miliardi di euro per acquisire Alitalia e’ perche’ intende rilanciarla. “Come si puo’ immaginare – ha detto Spinetta – che noi ci mettiamo ad investire 2 miliardi per strozzare Alitalia? Quale mente un po’ machiavellica o malata puo’ pensare cio’? Alitalia deve tornare a fare profitto, questa e’ l’unica garanzia per l’interesse nazionale e lo sviluppo dellacompagnia”.Accordo con i sindacati”Per me le organizzazioni sindacali sono fondamentali. Se il supporto, l’adesione, il sostegno dei dipendenti non esistesse per Air France-Klm sarebbe difficile impegnarsi in un’operazione difficile come questa. Serve un accordo espresso maggioritariamente dai lavoratori”. Lo ha detto il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, in un incontro con i giornalisti .3300 le persone da rivitalizzare su 7400 Abbiamo comunicato ai sindacati che queste 3300 persone equivalgono a quelle che vogliamo reintegrare. Gli esuberi sono 1600 per Az fly e circa 500 per Az Servizi se fate la somma arrivate a 2100 unità, cifra molto lontana da quella di cui ho sentitio parlare. Vorrei aggiungere che abbiamo detto ai sindacati che data l’estensione dell’hub di Fiumicino ci sembrava necessario assumere su Roma. La cifra non possimao dirla con certezza, tuttavia tenuto conto di questo, il numero di esuberi totale satrà inferiore a 2000.Su richiesta di Prato ho accettato che i contratti di 4 anni che vincolano Az fly e Az Servizi siano rinnovati di altri 4 anni. Il che dà a tutti i dipendenti di Az Servizi una garanzia occupazionale per il futuro.
Moratoria di due anni su MalpensaAir France ha proposto una moratoria di due anni su Malpensa per il settore cargo, che nelle condizioni attuali ha perdite pari a un terzo del suo fatturato e rappresenta una palla al piede per il rilancio della compagnia.”Per il cargo a Malpensa “la chiusura sarebbe una soluzione piu’ logica ma ho proposto una moratoria di due anni con la riduzione di tre aerei tra il 2008 e il 2010, lasciando cosi’ il tempo di trovare soluzioni adeguate dal punto di vista sociale ed economico. Accettiamo quindi anche la perdita di parecchie decine di milioni l’anno con questa moratoria”.Quando nel 97 ho iniziato a lavorare per Air France la società aveva un fatturato di 8 miliardi di euro e di Alitalia era di 5 mld di euro. Nel 2007 il fatturato di Air France senza Klm è di 16 mld e quello di Alitalia è di poco superiore ai 4 mld di euro. Il gruppo Air France da 10 anni a questa parte è stato in attivo e ha potuto investire nella flotta, nel sistema informatico e si è sviluppata. Nello stesso periodo Alitalia era in difficoltà e non ha avuto i mezzi per svilupparsi. Un piano di riacquisizione di Alitalia non può aver senso se l’azienda nel suo insieme non accetta l’idea che deve lottare per tornare a essere redditizia. Questa è la scommessa per cui siamo pronti a investire in Alitalia 2 mld di euro, uno per i debiti che ci accolliamo e uno per ripartire. Nel 2010 o massimo nel 2011 Alitalia sarà pari alle grandi compagnie in Europa.
Alitalia e’ stata sospesa in Borsa per eccesso di rialzo Il titolo e’ stato fermato dopo che registrava un progresso del 10% e superava la soglia dei 0,28 euro per azione. Il mercato, a quanto si apprende dagli operatori, ora scommette su un rilancio, una possibile rivalutazione del titolo da parte di Air France per superare i tanti ostacoli che sembrano sorgere.
Rainews24

Notizia del giorno

Air France si felicita, con nostro piano utile operativo da 2009

ROMA – Air France-Klm esprime soddisfazione per il via libera da parte di Alitalia alla propria offerta e rileva che il progetto “permetterà ad Alitalia di ritrovare i mezzi per il proprio sviluppo e, di conseguenza, il proprio ruolo di leader nazionale. Diventare parte del gruppo Air France-Klm e la realizzazione del piano dovrebbero permettere ad Alitalia di generare un utile operativo a partire dal 2009 e di raggiungere rapidamente una redditività in linea con quella delle grandi compagnie aeree europee”. E’ quanto riporta un comunicato della compagnia di bandiera francese.Air France conferma i termini dell’offerta su Alitalia, così come resi noti nella note da un comunicato della compagnia di bandiera italiana. Air France sottolinea anche che “tale piano prevede un network organizzato attorno all’hub di Roma-Fiumicino, centro di gravità delle rotte domestiche italiane, e alcune destinazioni europee e intercontinentali in partenza da Milano”. Per la realizzazione di questo piano, Alitalia – rileva il gruppo franco-olandese – potrà fare affidamento su: “una combinazione unica di hub dal nord al sud dell’Europa, parte del network più importante che collega l’Europa al resto del mondo, assicurando ai clienti del nuovo gruppo una scelta di orari e destinazioni senza pari; il supporto della forza vendita di un gruppo mondiale e investimenti nei prodotti e servizi della compagnia al fine di rinforzarne e svilupparne il marchio, elemento chiave per il gruppo”. Air France-Klm conferma anche la proposta di acquisto del 100% del capitale di Alitalia tramite un’offerta pubblica di scambio di 1 azione Air France-Klm per ogni 160 azioni Alitalia, che equivale a 8,7 milioni di azioni Air France-Klm per il 100% di Alitalia. Il gruppo propone, inoltre, di acquistare le obbligazioni convertibili in azioni Alitalia emesse dalla compagnia italiana al loro valore di mercato attuale, ovvero 0,3145 euro per obbligazione per un importo complessivo di 608 milioni di euro. Infine, Air France-Klm si impegna a garantire la sottoscrizione di un aumento di capitale per un importo di 1 miliardo di euro da lanciarsi immediatamente dopo la chiusura dell’offerta ed aperto a tutti gli azionisti di Alitalia. “Tale significativo aumento di capitale servirà – si sottolinea nella nota del gruppo franco-olandese – in primo luogo al rilancio commerciale della compagnia italiana”OFFERTA CONDIZIONATA ACCORDO SINDACATI ROMA – La realizzazione dell’offerta di Air France-Klm “é condizionata ad un certo numero di elementi quali l’accordo del ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, azionista della compagnia italiana, ed il suo impegno ad aderire alle offerte apportando i propri titoli, nonché la stipula di un accordo formale con i sindacati”. E’ quanto riporta un comunicato della compagnia di bandiera francese sottolineando che “Air France-Klm conta sull’impegno di tutto il personale di Alitalia che sarà determinante per il successo del risanamento della compagnia”. Il lancio dell’offerta è altresì condizionato – precisa ancora la nota – all’autorizzazione delle competenti autorità Antitrust che dovrebbero pronunciarsi entro la fine del primo semestre 2008 . Da Ansa.it

Air France si felicita, con nostro piano utile operativo da 2009

ROMA – Air France-Klm esprime soddisfazione per il via libera da parte di Alitalia alla propria offerta e rileva che il progetto “permetterà ad Alitalia di ritrovare i mezzi per il proprio sviluppo e, di conseguenza, il proprio ruolo di leader nazionale. Diventare parte del gruppo Air France-Klm e la realizzazione del piano dovrebbero permettere ad Alitalia di generare un utile operativo a partire dal 2009 e di raggiungere rapidamente una redditività in linea con quella delle grandi compagnie aeree europee”. E’ quanto riporta un comunicato della compagnia di bandiera francese.Air France conferma i termini dell’offerta su Alitalia, così come resi noti nella note da un comunicato della compagnia di bandiera italiana. Air France sottolinea anche che “tale piano prevede un network organizzato attorno all’hub di Roma-Fiumicino, centro di gravità delle rotte domestiche italiane, e alcune destinazioni europee e intercontinentali in partenza da Milano”. Per la realizzazione di questo piano, Alitalia – rileva il gruppo franco-olandese – potrà fare affidamento su: “una combinazione unica di hub dal nord al sud dell’Europa, parte del network più importante che collega l’Europa al resto del mondo, assicurando ai clienti del nuovo gruppo una scelta di orari e destinazioni senza pari; il supporto della forza vendita di un gruppo mondiale e investimenti nei prodotti e servizi della compagnia al fine di rinforzarne e svilupparne il marchio, elemento chiave per il gruppo”. Air France-Klm conferma anche la proposta di acquisto del 100% del capitale di Alitalia tramite un’offerta pubblica di scambio di 1 azione Air France-Klm per ogni 160 azioni Alitalia, che equivale a 8,7 milioni di azioni Air France-Klm per il 100% di Alitalia. Il gruppo propone, inoltre, di acquistare le obbligazioni convertibili in azioni Alitalia emesse dalla compagnia italiana al loro valore di mercato attuale, ovvero 0,3145 euro per obbligazione per un importo complessivo di 608 milioni di euro. Infine, Air France-Klm si impegna a garantire la sottoscrizione di un aumento di capitale per un importo di 1 miliardo di euro da lanciarsi immediatamente dopo la chiusura dell’offerta ed aperto a tutti gli azionisti di Alitalia. “Tale significativo aumento di capitale servirà – si sottolinea nella nota del gruppo franco-olandese – in primo luogo al rilancio commerciale della compagnia italiana”OFFERTA CONDIZIONATA ACCORDO SINDACATI ROMA – La realizzazione dell’offerta di Air France-Klm “é condizionata ad un certo numero di elementi quali l’accordo del ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, azionista della compagnia italiana, ed il suo impegno ad aderire alle offerte apportando i propri titoli, nonché la stipula di un accordo formale con i sindacati”. E’ quanto riporta un comunicato della compagnia di bandiera francese sottolineando che “Air France-Klm conta sull’impegno di tutto il personale di Alitalia che sarà determinante per il successo del risanamento della compagnia”. Il lancio dell’offerta è altresì condizionato – precisa ancora la nota – all’autorizzazione delle competenti autorità Antitrust che dovrebbero pronunciarsi entro la fine del primo semestre 2008 . Da Ansa.it

Scandalo italiano

La scelta della data del 13 aprile, per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione. ”E poi parlano di voler fare l’election day per ridurre i costi della politica – ironizza – Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perchè questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l’inganno”.

MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 SI AVETE LETTO BENE LETTO : (TRECENTO MILIONI , CHIARAMENTE DI EURO) DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA HANNO GIA’ LA PENSIONE ED E’ DI PLATINO (ALLA FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO PER MANGIARE RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI).

FATE GIRARE QUESTE INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE !!!

I TG ASSERVITI E PREZZOLATI NON LO DICONO, I GIORNALI NEMMENO, SOLO INTERNET PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA.

Scandalo italiano

La scelta della data del 13 aprile, per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione. ”E poi parlano di voler fare l’election day per ridurre i costi della politica – ironizza – Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perchè questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l’inganno”.

MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 SI AVETE LETTO BENE LETTO : (TRECENTO MILIONI , CHIARAMENTE DI EURO) DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA HANNO GIA’ LA PENSIONE ED E’ DI PLATINO (ALLA FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO PER MANGIARE RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI).

FATE GIRARE QUESTE INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE !!!

I TG ASSERVITI E PREZZOLATI NON LO DICONO, I GIORNALI NEMMENO, SOLO INTERNET PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA.